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CENTRO DI DRAMMATURGIA

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Il Teatro delle Donne è un centro di drammaturgia che dal 1991 si occupa della scrittura teatrale contemporanea promuovendo un teatro al quale oggi si devono senza dubbio alcuni fra i fermenti più interessanti del panorama della nuova drammaturgia e del nuovo fare ed immaginare teatro. Dopo aver diretto vari teatri in Toscana, gestisce dal 2002 il Teatro Comunale Manzoni di Calenzano, una delle sale più propositive dell'area metropolitana fiorentina.
Il Teatro delle Donne è stato all'avanguardia nel creare un centro di produzione drammaturgica italiana, creando un archivio efficiente e molto ricco, che attualmente raccoglie più di 930 testi di autrici italiane contemporanee ed è consultabile sul sito www.teatrodelledonne.com.
Il Teatro delle Donne svolge un'ampia attività di documentazione, formazione e produzione. Ha organizzato due festival storici: uno estivo e l'altro negli ultimi mesi dell'anno, AUTRICI A CONFRONTO festival nazionale sulla drammaturgia contemporanea delle donne, per 18 edizioni e Streghe&Madonne, festival estivo, per 12 edizioni. Nel 2010 abbiamo varato la prima edizione di AVAMPOSTI – Calenzano Teatro Festival, iniziativa che raccoglie l'eredità degli altri due storici festival del Teatro delle Donne. Un festival che è espressione del ruolo che il nostro teatro ha ormai assunto a livello nazionale di "casa per la drammaturgia contemporanea", un luogo dove presentare progetti innovativi degli autori italiani, dove far nascere studi, laboratori e proposte che coinvolgano compagnie e altri spazi impegnati su questo fronte. E che ospita il Premio di drammaturgia AVAMPOSTI D'AUTORE.
Dal 2004 ha sede al Teatro Manzoni, la SCUOLA NAZIONALE DI SCRITTURA TEATRALE fondata da Dacia Maraini al suo settimo anno di corso, diretta negli ultimi anni da Stefano Massini, autore residente al Teatro Manzoni con cui il Teatro delle Donne ha realizzato produzioni di successo. Nel 2011, ventesimo anniversario del Teatro delle Donne, il festival e il premio AVAMPOSTI D'AUTORE saranno dedicati alle autrici di teatro e al tema dell'identità femminile nel nostro paese.
Il titolo del festival è INARTEDONNA.
Mai come oggi crediamo sia importante riuscire a dar voce a quello che le donne pensano, vivono nella realtà, cioè fuori dagli stereotipi proposti dai media e dalla cultura dominante connotata dalla prevalenza di un'idea tutta maschile di cosa sono le donne.
Infatti cos'ha reso possibile il dilagare di una simile immagine della donna se non la mancanza di una cultura alternativa? Cosa è mancato se non la voce e il punto di vista delle donne? A questo si può porre rimedio attraverso l'Arte. L'obiettivo è quello di iniziare a dar vita ad un'immagine altra della donna proposta dalle stesse donne artiste che si rendano interpreti della realtà di tutte le donne "normali" che vivono, lavorano, studiano nel nostro paese. Per dire basta ad una dittatura mediatica che ha imposto un modello unico di donna che non ci somiglia.
Il nostro è un festival radicato sul territorio che coinvolge i luoghi anche non teatrali di Calenzano (oltre al teatro Manzoni lo spazio del castello, dal giardino all'altana, l'oratorio della Compagnia del S.S. Sacramento e l'Hotel First). Un festival che ha come scopo principale la promozione di una drammaturgia che affronti i temi più vicini alle donne, anche i più aspri, come quello della violenza, o i più difficili, come quello dell'immagine e del corpo delle donne. Presenteremo quindi letture sceniche, studi e anteprime. Abbiamo accolto con entusiasmo nuove proposte di autrici che da molti anni collaborano con il nostro centro ma ospitiamo con il premio anche autrici giovanissime che per la prima volta si cimentano con un testo teatrale.
Le donne hanno vissuto una lunga e storica esclusione dalla scena.
Quando il teatro diventa luogo della parola religiosa o politica le donne ne vengono estromesse.
Prima del '500 ci sono soltanto rari casi di autrici per il teatro; si tratta in genere, come per l'ormai famosa Rosvita di Gandersheim, di religiose che fra le mura del convento si dedicano allo studio e alla scrittura. Mettono così in scena delle pièces che vengono rappresentate, sempre nell'ambito del convento. All'epoca del Rinascimento alcune famose cortigiane scrissero dei drammi. Ma è solo con la Commedia dell'Arte che le donne diventano per la prima volta protagoniste sulla scena, scrivono il "canovaccio", hanno ruoli rilevanti in compagnia (molte furono le capocomiche).
In seguito la drammaturgia delle donne ha vissuto fasi alterne, legate alla situazione sociale in cui le donne sono vissute: ha conosciuto momenti di grande vivacità in periodi di maggiore libertà di pensiero, come la Rivoluzione Francese, è scomparsa dalla scena nei periodi di restaurazione. In Italia le donne ottengono il diritto di voto solo nel '45; le due grandi guerre e l'insorgere del fascismo rimandano e bloccano la proposizione della questione femminile.
Dal dopoguerra in poi, nel generale risveglio culturale e con la nuova partecipazione delle donne alla vita sociale e politica, hanno iniziato a confrontarsi con il teatro alcune importanti autrici come Natalia Ginsburg, Alba De Cespedes, Elsa Morante.
Negli anni '70, con il movimento femminista, le donne trovano un interesse più ampio per la scrittura teatrale. Significativa l'esperienza del teatro "La Maddalena" a Roma che vedrà coinvolta in prima persona come autrice e regista Dacia Maraini e molte altre, impegnate a portare in teatro le battaglie sociali e il "privato" delle donne.
Ma è solo dalla fine degli anni '80 che i frutti di queste esperienze possono dirsi maturi per un confronto a livello nazionale e non solo. Le autrici sono sempre più numerose, fenomeno rilevato dagli stessi annuari della SIAE, vincono premi per la drammaturgia contemporanea, s'impongono sulle scene con testi nuovi e interessanti, con una ricerca che riguarda sia il linguaggio che i temi trattati.
E' da allora che emerge la novità di una drammaturgia delle donne che affronta la scena da un'angolazione diversa, quella delle donne appunto.
I testi non sono più diversi solo perché affrontano problematiche specificamente femminili: la maternità, la vita domestica, ma perché affrontano argomenti sociali e di attualità dal loro punto di vista, che è un punto di vista nuovo e che proprio per questo riscuote un meritato riscontro dalla critica e dagli organismi specializzati.
Restano le difficoltà di produzione e distribuzione tipiche del nostro sistema teatrale per quanto riguarda la drammaturgia contemporanea oltre a quelle recenti indotte dai tagli dovuti alla crisi economica, che colpiscono, come sempre, per prime le donne. Sarebbe necessario incentivare la produzione e la distribuzione di testi nuovi, promuovere la ricerca che in questa direzione le donne stanno conducendo da anni, dare spazio, anche istituzionale, alle attività di promozione della drammaturgia contemporanea. Ci vorrebbe una legge per il teatro che accogliesse anche le esigenze delle donne.
L'archiviazione, la documentazione, il rendere visibile il lavoro delle donne in teatro sono strumenti perché le donne, anche in ambito culturale, non continuino a "vincere battaglie, ma perdere la Storia".
Abbiamo realizzato un archivio che mette a disposizione informazioni esaurienti sui testi e sulle autrici che può essere facilmente consultato da chi vuole mettere in scena un testo o fare una ricerca sulla drammaturgia contemporanea delle donne.
Una Commissione è stata all'inizio incaricata di stabilire i criteri di inserimento in archivio dei testi e le linee generali dell'attività del nostro centro.
Della Commissione hanno fatto parte le autrici: Dacia Maraini, Barbara Nativi, Lucia Poli, Valeria Moretti, Donatella Diamanti.
I criteri stabiliti perché un testo venga inserito in catalogo sono:
- l'opera deve essere scritta da una donna;
- l'anno d'inizio dell'archiviazione è il 1945;
- l'opera se non rappresentata o pubblicata deve essere stata almeno oggetto di una pubblica lettura;
(delle autrici che hanno avuto almeno un'opera rappresentata si raccolgono anche testi inediti).
L'archivio comprende oggi circa 930 testi; è il risultato di una schedatura realizzata inizialmente da un gruppo di documentariste della rete Lilith e in seguito continuata in forma autonoma.
L'archivio grazie al Comune di Calenzano ha una sua sede in via Mascagni, 14 presso l'ex scuola elementare Mascagni-scale dove possono essere consultati i testi che possono anche essere richiesti tramite e.mail o via posta.
Da anni abbiamo affiancato al catalogo dei testi un altro strumento che crediamo utile sia alla promozione delle autrici che per le necessità degli operatori, un Dizionario delle autrici, dove si possono reperire informazioni dettagliate sulle donne che scrivono per il teatro, sapere quali sono i testi che hanno scritto e in che periodo. Uno strumento d'integrazione al catalogo dei testi in progressivo aggiornamento in cui vengono pubblicati solo i curricula delle autrici che ne hanno autorizzata la diffusione. Le autrici che hanno testi schedati in catalogo sono 195.

La presidente del Teatro delle Donne
Maria Cristina Ghelli

Calezano,settembre 2011


 

 

 

Il TEATRO DELLE DONNE - Centro Nazionale di Drammaturgia
presso Il Teatro Manzoni – via Mascagni, 18 – 50041 Calenzano (FI) - P.I. 04620870487