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sab 29 - dom 30.11 ore 20,30
TEATRO GOLDONI
via Santa Maria, 15 - FIRENZE


IL TEATRO DELLE DONNE                                                                                                                  
IL LABIRINTO DELLE EMOZIONI
drammaturgia e regia di Filippo Renda
con due attori in via di definizione
Progetto per le scuole sul tema dell’educazione sentimentale 
in collaborazione con ARTEMISIA e FONDAZIONECRFIRENZE


ANTEPRIMA NAZIONALE
Subito dopo aver infierito sulla loro vittima, i sette ragazzi – tra i 18 e i 22 anni – dello “Stupro di Palermo” sono andati insieme in una rosticceria del centro per rifocillarsi. La stessa cosa che fecero Angelo Izzo e Gianni Guido dopo aver massacrato Donatella Colasanti e Rosaria Lopez al Circeo il 30 settembre 1975. Una coincidenza spettrale che ci porta ad accostare i due terribili eventi e coloro che li hanno provocati. Eppure una grande differenza separa le due vicende e rende la più recente delle due esemplificativa di una nuova generazione segnata dalla violenza: i luoghi che precedono e succedono ai fatti non sono più reali, ma virtuali; gli aguzzini perdono il proprio corpo e lo trasformano in dati seminati nelle chat di Whatsapp. Il crimine stesso, avvenuto realmente, ha come fine quello di essere digitalizzato, trasformato in contenuto multimediale da condividere con un’utenza liquida se non addirittura fumosa. Oggi essere adolescenti significa affrontare una fragilità adulta senza precedenti. Gli adolescenti si trovano di fronte a modelli che precocizzano l’esperienza. Trovano in internet i grandi schermi; la trasgressione e il sesso sono sempre meno importanti nella vita degli adolescenti: essi sono usciti dal corpo. Per questo la proliferazione di selfie e sexting. 
La società della complessità chiede agli esseri umani di trasformarsi in avatar, che non si ritrovano più nelle piazze reali, ma negli sterminati e labirintici network digitali, ai quali è necessario rimanere perennemente connessi: di conseguenza i visi, anche mentre si cammina per strada, non guardano più il mondo, ma lo schermo luminoso prolungamento naturale della propria mano.
Il Teatro è tenuto oggi più di ieri a lavorare con gli adolescenti, per offrire un contraltare alla cultura sistemica e anche per evitare la propria stessa estinzione. Per questo deve non unicamente mostrarsi agli spettatori, come uno delle migliaia di contenuti che ci vengono proposti ogni giorno, ma proporsi anche come mezzo, come strumento non solo da fruire ma anche da utilizzare per ritornare a sentirsi presenti a se stessi e al proprio mondo. 
Da queste premesse nasce lo spettacolo  che ripercorre tutti gli elementi costitutivi e simbolici di un fatto di cronaca, lo “stupro di Palermo”, ma senza raccontare direttamente i fatti. È come se la storia accadesse a pochi metri da quella originale, a dei ragazzi della stessa età di quelli del caso di cronaca: i segni sono gli stessi, ma il crimine non avviene, non si realizza. Eppure la violenza è identica, ma invece che venire esplicitata rimane sommersa, nascosta passivamente nelle parole e nei gesti dei protagonisti. 

IL TEATRO DELLE DONNE - centro nazionale di drammaturgia

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Associazione Culturale ETS

sede legale: Via Canova, 100/2 - 50142 Firenze

Uffici: Via Baccio da Montelupo, 101 - 50142 Firenze

sede operativa: Teatro Goldoni, Via Santa Maria, 15  -  50125 Firenze (FI)

P.IVA 04620870487 | C.F. 94043630485

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