LE RADICI DELLA VIOLENZA

OVVERO LA MACCHINA DEL TEMPO

a cura di STEFANO MASSINI
con DUCCIO BARONI, ANNA SERENA, GABRIELE GIAFFREDA, ELENA MIRANDA

spettacolo per le scuole

La piaga della violenza domestica sta assumendo proporzioni sconcertanti. Ed è nutrito da un sistema nefasto di fattori, di cui è parte integrante la mercificazione dell&immagine della donna. Ma sarebbe sciocco – oltre che riduttivo – cercare le radici di un problema solo nel quadro del “qui e ora”: fa parte dei compiti della scuola investigare i problemi nel loro percorso storico, perché solo così se ne può cogliere intelligentemente la portata. Uno spettacolo che raccontasse in scena la violenza domestica sarebbe semplicemente presuntuoso e inutile: basta accendere un telegiornale per essere travolti dalla cronaca. E la cronaca non spetta mai al teatro. Al teatro spetta invece la riflessione, il punto critico, l'interrogativo. E l'indagine, quindi. Vogliamo far nascere alcune domande: dove nasce l'idea della sottomissione? Come si forma la gerarchia dei ruoli? In quali epoche – e perché? – la donna ha iniziato ad essere subalterna? E viceversa, su quali punti si è basata in altri momenti la sua emancipazione? Con questi obiettivi nasce “La macchina del tempo”. Si tratta infatti di un percorso nel tempo, una cavalcata nei secoli. Con l'invenzione di una mirabolante macchina del tempo, si mette alla prova la straordinaria capacità evocativa del teatro: un viaggio sorprendente per affrontare un problema attualissimo, drammatico, con una rassegna di situazioni documentate storicamente, per coinvolgere i giovani spettatori in un'esperienza che li renda parte attiva di una nuova “fruizione teatrale".

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IL TEATRO DELLE DONNE

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