MONOLOGHI DELL'ATOMICA

da "Preghiera per Cernobyl" di Svetlana Aleksievich e "Nagasaki" di Kyoko Hayashi

una progetto di e con ELENA ARVIGO

regia ELENA ARVIGO

disegno luci ANDREA NARESE

Elena Arvigo prosegue il proprio percorso nel teatro civile, indagando, dopo Anna Politkovskaja, altre donne imperdonabili, testimoni scomode di realtà difficili: Svetlana Aleksievich e Kyoko Hayashi.

Svetlana Aleksievich, premio Nobel per la letteratura nel 2015, ha scritto Preghiera per Cernobyl, in cui racconta la grande Storia attraverso le piccole storie, che sono soprattutto vicende di donne, vecchie contadine bielorusse accanto a stufe radioattive come piccoli reattori, madri e mogli che hanno visto la carne dei loro uomini (soccorritori ed elicotteristi intervenuti per spegnere la centrale in fiamme) staccarsi dalle ossa per le radiazioni, operai che hanno costruito il sarcofago destinato a contenere il «raggio invisibile» e che stavano lentamente morendo di cancro. Un libro che non parla di Cernobyl in quanto tale, ma del suo mondo. Proprio di ciò che conosciamo meno. O quasi per niente: le impressioni, i sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l’ignoto. Kyoko Hayashi è una donna sopravvissuta a Nagasaki che ha lasciato testimonianza in Nagasaki. Racconti dell’atomica, in quattro storie svolge il racconto in presa diretta, attraverso i personaggi femminili, di quello che accadde a Nagasaki, ma anche di cosa significa vivere da sopravvissuti al disastro. Al centro dei racconti non c’è la “grande storia” ma la messa a nudo dell’animo umano di fronte all’indicibile. Una prosa distaccata e coinvolgente, che ci spinge ad interrogarci su come ognuno di noi avrebbe reagito in una situazione così estrema.

Due capitoli oscuri della storia contemporanea: Cernobyl e Hiroshima, 1986 e 1945. L’esplosione di un reattore di una centrale nucleare in Ucraina e lo sgancio della bomba atomica da parte degli americani su una città giapponese, alla fine della seconda guerra mondiale. Hiroshima e Chernobyl. Due eventi che hanno segnato le coscienze degli uomini del secolo breve e di cui ancora piangiamo i postumi. Due eventi simbolo della distruzione e della morte nucleare, indagati attraverso le parole di due testimoni scomode, due imperdonabili.

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